Cambiamenti

Il cambiamento è necessario, inevitabile.

Niente e nessuno può rimanere immutato al passare del tempo, degli eventi, della vita.

Fa parte del mondo, è naturale.


Le relazioni finiscono.

Si trasloca.

Si chiude un contratto di lavoro.

Si dice addio ad una nonna.

Si termina un percorso di studi.


Eppure certi passaggi sono così difficili. In realtà non sono i passaggi di per sé ad essere difficili, è la forza che utilizziamo per contrastarli che li rende tali. Cerchiamo di evitarli a tutti i costi, attaccandoci con forza al ricordo di ciò che è stato e che non è più. È uno sforzo di per sé vano e ha il solo risultato di sfiancarci.

Allora perchè ci ostiniamo in questa battaglia persa in partenza?


Una vignetta -di un episodio realmente accaduto e condiviso in una giornata di formazione- racconta di un giovane operatore in una comunità psichiatrica al suo primo giorno di lavoro. Uno degli ospiti lo accompagna nel giro di visita della struttura, ma si blocca davanti ad una rampa di scale. Sono proprio pochi gradini, ma sono per lui impossibili da percorrere perchè ha sviluppato una fobia per le scale. Il giovane operatore tenta di spronarlo, di convincerlo: “Dai, sono solo quattro gradini, non sono difficili, andiamo!”. Dopo qualche tentativo in questo senso, riceve un pugno in pieno viso dall’ospite: “Non sono stupido, so che sono solo quattro gradini. Il problema è quello che rappresentano per me”.

Aveva ragione.


Trovo sempre molto utile tornare a questo esempio per ricordare che ogni difficoltà, ogni paura ha una sua dignità di esistere e deve essere rispettata.


La resistenza al cambiamento non fa eccezione.

Ogni volta che lasciamo andare qualcosa che è stato, lasciamo andare una parte di noi.

Cosa rimarrà dopo?

Chi saremo, quando non saremo più

fidanzat* di

inquilin* del quinto piano

impiegat* dell’ufficio principale

nipote

studente

?


La questione è ben più profonda e intima, se andiamo oltre il blocco nello svuotare gli scatoloni o nella scrittura tesi, ha a che fare con l’identità della persona.

Ci definiamo in base alle relazioni che abbiamo, ai lavori che facciamo, alle situazioni di vita in cui ci troviamo. Quando queste finiscono, abbiamo la percezione che anche delle parti di noi se ne andranno e che, esasperando la paura, rimarremo soli, impoveriti, “senza”.


In realtà avviene il contrario. Ogni esperienza ci arricchisce e deposita in noi qualcosa che rimarrà nel tempo e a cui potremo ritornare in qualsiasi momento con il pensiero. Ci scopriremo portatori di sensazioni e competenze solidamente radicate nell’animo che ci accompagnano nella prossima avventura.


Tutto questo è a distanza di quei quattro gradini.


Che poi, certi cambiamenti avvengono anche se non muoviamo un passo. Anche il sole sorge senza il nostro permesso tutti i giorni, ostinato nella sua missione.

Come possiamo affrontare l’inevitabile?

Due elementi sono indispensabili.

Il primo è l’astensione del giudizio. Lo cito per primo perchè senza questo non si può proprio fare nulla. Alle volte il giudizio arriva dagli altri, ma quello più spietato è sempre il nostro. Crescere, cambiare, lasciar andare, andare avanti è difficile, per alcune persone più di altre. Questo non ha alcuna correlazione con il valore della persona. Semplicemente, è così. Come qualcuno ha i capelli scuri, altri chiari, altri non ne hanno. Alcuni passano via velocemente con un salto, altri rimangono sul bordo del marciapiede dondolandosi: non esistono colpe, modi migliori o peggiori. Però bisogna conoscere il proprio modo, così ci si attrezza.

Il secondo elemento è relazionale: abbiamo bisogno di qualcuno che ci tenga per mano. Quando da bambini camminavamo sul bordo del marciapiede, non avevamo fisicamente bisogno di qualcuno che ci sorreggesse per una mano, ma avevamo bisogno di sentire che avevamo un supporto, che non eravamo soli. Farci accompagnare in un cambiamento significa anche che l’altro ci farà da specchio nei momenti in cui ci sentiremo persi, ci ricorderà che esistiamo oltre quel momento di difficoltà e che abbiamo tutte le capacità per poterlo attraversare.

Buon attraversamento





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